Prepararsi per il risveglio

Posted on gennaio 9, 2016

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Prepararsi per il risveglio

Prepararsi per il risveglio.

Atti 1: 3-5, 8,10,11

1. Stiamo consapevoli dei tempi che sono davanti a noi?

Atti 1 e 2 ci danno qualche chiave su quello che dovrebbe essere il nostro atteggiamento mentre stiamo entrando in questa nuova stagione della nostra vita in questo mondo.

Non è il momento di diventare passivi e aspettare il ritorno di Gesù, perché potremmo essere molto delusi da questo.

Siamo qui per dare a questo mondo l’ultima possibilità di conoscere e incontrare il vero Dio, Adonai, il Padre del Signore Gesù.

2. Qui vediamo i discepoli ad una transizione importante, il che è vero anche per noi.

I discepoli stanno uscendo da un tempo molto intenso di formazione con Gesù stesso. Hanno sperimentato il trauma della Sua morte sulla Croce e l’emozione della sua risurrezione. Ora Gesù li sta lasciando per andare in Cielo e loro non sanno davvero cosa fare dopo.

In quei 40 giorni dopo la Sua risurrezione, Gesù si mostrò più volte per loro.

Che cosa sta facendo ora?

Sta dando loro istruzioni per la nuova stagione della loro vita in cui stanno per entrare.

Prima di tutto, la cosa più importante è che Gesù voleva che fossero insieme e ricevere le stesse istruzioni in modo da muoversi come una squadra, come la nuova cellula vivente di quello che era la nuova Keila, Ekklesia, e che Egli ha iniziato con la Sua venuta e la Sua opera di Redenzione.

Ci rendiamo conto chiaramente della Sua intenzione di averli tutti riuniti insieme per ascoltare le sue istruzioni, quando vediamo che sta andando a recuperare due discepoli sulla via di Emmaus. Essi stavano per perdere l’appuntamento divino e così anche il loro destino. Appena riconoscono Gesù, tornano subito a Gerusalemme per stare con gli altri e incontrare Gesù e vivere quei 40 giorni chiave con Lui.

Le cose non saranno più le stesse per i 12 e per tutti i 120, da ora in poi.

Fino ad ora dipendevano su Gesù che era con loro.

Ora Egli li sta lasciando ed essi devono portare avanti la Sua missione, la missione del Padre, con un nuovo Consolatore, lo Spirito Santo. Il rapporto con Lui sarebbe stato diverso, ma non sarebbero in grado di fare nulla senza di Lui.

3. Anche noi siamo al passaggio in una nuova stagione, in cui una grande scossa sta per venire in questo mondo, ma anche un grande scossa spirituale viene nella Ekklesia per spronarla in una grande testimonianza di Dio in questi tempi difficili per il mondo .

Questa nuova stagione non può essere vissuta come abbiamo fatto fino ad ora. Qualcosa di diverso sta arrivando.

Siamo giunti alla fine delle nostre risorse umane, su cui abbiamo posto la nostra fiducia per un lungo periodo di tempo. Abbiamo bisogno di avere la potenza dall’alto in un modo nuovo, come lo fu per i discepoli.

Gesù disse ai discepoli (A: «…di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’attuazione della promessa del Padre, «la quale», egli disse, «avete udita da me…voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra»

Dovevano essere riempiti della potenza soprannaturale di Dio e sappiamo come accadde. Non fu qualcosa che accadde in silenzio e in un luogo privato nascosto.

Fu un’azione così forte che tutta la città fu agitata da quello che successi ai 120 nella stanza di sopra.

In ogni caso, ciò che Gesù disse ai discepoli può essere applicato a noi.

Per entrare nella nuova stagione dobbiamo aspettarci di essere riempiti con la potenza soprannaturale di Dio attraverso una speciale effusione dello Spirito Santo, altrimenti non saremo mai in grado di realizzare il compito che Dio ci sta affidando in questi tempi speciali.

Quello che abbiamo fatto fino ad ora è debole e del tutto umano (mi riferisco nella forza naturale) e non potremmo stare in piedi di fronte a ciò che stiamo ad affrontare d’ora in poi e nemmeno in grado di rispondere alle esigenze delle persone che ci circondano.

Abbiamo bisogno essere potenziati dall’alto con sapienza e potenza soprannaturale.

4. Un dettaglio importante in questi due capitoli degli Atti. Riguarda i 10 giorni che precedono la Pentecoste, quando Gesù non era più presente con i discepoli. Che cosa succede la quel punto?

I discepoli e tutti gli altri intorno a loro, 120 persone, si sono riuniti regolarmente pregando tutti i giorni, attendendo insieme ciò che Gesù aveva detto loro che sarebbe accaduto a loro.

Erano in unità con uno scopo comune: attendere lo Spirito Santo di venire su di loro e di potenziarli.

Mentre il giorno di Pentecoste stava per venire erano tutti di nuovo insieme e ognuno di loro ricevette la sua parte, perché erano pronti.

Ciò che li unì fu il concentrarsi tutti insieme sulla visione, l’obiettivo che Gesù aveva dato loro. Non si stavano muovendo in una routine o in un’attesa passiva, ma in modo attivo con un obiettivo chiaro davanti a loro.

Stavano facendo tutto con un unico obiettivo comune: la preghiera, mettere in ordine ogni cosa sospesa, probabilmente anche rivedere ciò che era successo e quello che Gesù aveva loro detto, solo per essere pronti per questo evento, che stava arrivando, anche se non sapevano quando e come.

Essi non perdettero il loro tempo in molte altre occupazioni, perché non volevano essere distratti. Ogni altro problema fu messo da parte in quel momento specifico per concentrarsi sull’attesa dello Spirito Santo che stava per venire. Essi fissarono le priorità giuste per quel tempo e scopo specifico.

Non potevano nemmeno immaginare quello che sarebbe accaduto e come sarebbero andate le cose da allora in poi. Non c’era testimonianza di qualsiasi altro evento simile a quello che stavano per sperimentare. E quando lo Spirito Santo discese, quello che sperimentarono non potevano neanche valutarlo sulla base delle profezie del Vecchio Testamento.

Riconobbero comunque che ciò accadde quel giorno era il compimento della parola profetica di Gioele e delle parole di Gesù. Il problema è che le manifestazioni che sperimentarono quel giorno non erano menzionate nella profezia di Gioele, ma riconobbero comunque che era esattamente quella parola che si stava realizzando.

Non possiamo nemmeno immaginare che cosa può accadere a noi.

Notiamo che tutto è successo improvvisamente! Non c’era un segno dal cielo che dicesse loro quando e come sarebbe accaduto. E accadde mentre erano insieme per celebrare la Pentecoste come le altre volte, più o meno.

Certo noi oggi abbiamo più chiavi di lettura dei fatti, anche perché abbiamo il rapporto di revival precedenti, inclusi quanto leggiamo in Atti 2 e Atti 4, e siamo in grado di farci qualche idea di ciò che posiamo aspettarci.

Dio comunque agisce secondo i tempi in cui viviamo e quindi chissà come sarà questo movimento dello Spirito e cosa produrrà in noi, tra di noi e intorno a noi. Ciò che è importante è essere pronti a riceverlo e lasciaci condurre da Lui.

Qualcuno ha descritto questo nuovo movimento dello Spirito come la grande onda che tutti i surfisti sono sempre in attesa che arrivi. Mentre aspettano la grande onda non rimangono passivi, ma si allenano con le piccole onde. Però continuano ad osservare il mare per percepire i segni della grande onda e quando la vedono arrivare si dispongono in modo da agganciarla e navigare su di essa, presi da suo movimento.

Lo stesso dovrebbe essere per noi oggi. Non dobbiamo ancora focalizzarci sul rapimento, ma su ciò che Dio vuole fare con noi, la sua Ekklesia, in questi ultimi giorni.

Non possiamo andare avanti con superficialità, ma abbiamo bisogno di una direzione chiara su chi per essere pronto per quella nomina speciale con lo Spirito Santo.

5. Come possiamo prepararci? Che cosa dobbiamo fare per essere pronti ad accogliere, ricevere e portare avanti questo movimento di Dio? Tutto nella nostra vita d’ora in poi dovrebbe essere organizzata a tal fine, in modo che nessuno possa essere colto di sorpresa e mancare il tempo Kyros.

Se non saremo pronti potremmo anche diventare i nemici di quel movimento, come è già accaduto in passato.

La cosa pericolosa nel movimento dello Spirito è lo spirito religioso. Questo spirito vuole farci fare tutto senza Dio, ma seguire piuttosto delle attività religiose che non hanno la vita in esse. Lo spirito religioso ci acceca di fronte alla vita reale di cui abbiamo bisogno.

6. In Atti 2 vediamo che c’è un fuoco unico che scende e poi  si divide in diverse fiamme che si posano su ogni persona in quella camera.

Questo è il risveglio, quando il fuoco di Dio cade su tutta la Sua casa e ogni cristiano sto di nuovo riceve la sua parte.

Il fatto che da un unico fuoco escano diverse fiamme, ci parla dell’unità che lo Spirito Santo sta cercando e che Egli vuole venire a suggellare e fortificare. Poi lo stesso unico Spirito si manifesta attraverso l’espressione di ogni singola fiamma.

Ma erano tutti uniti e in accordo per ricevere questo fuoco e diffonderlo attorno a loro.

CONCLUSIONE.

Dobbiamo chiedere a Dio di mettere chiare aspettative nel nostro cuore che siano comuni a ciascuno di noi che siamo assetati e affamati di più di Lui e darci le chiavi giuste per essere pronti a ricevere la Sua benedizione e condividerla intorno a noi.

Matteo 28: 18-20

E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo:«Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente»