Seminario spirito religioso

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Seminario spirito religioso

Seminario Spirito Religioso

Qui trovate il pdf relativo al seminario :Seminario spirito religioso

sezione Venerdi sera 08-04-2016

 

sezione Sabato pomeriggio 09-04-2016

 

sezione Sabato sera 09-04-2016

 

sezione culto Domenica 10-04-2016

Qui trovate il pdf relativo al messaggio: L’antidoto contro lo spirito religioso

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Exemple

Essere sale e luce per il mondo

Sale e luce sono i risultati dell’opera dello Spirito Santo nella nostra vita. Più trasformazione avviene e più Cristo cresce in noi e più sale e luce sarà l’espressione della nostra vita.

Isaia 60: 1-3

Sorgi, risplendi, poiché la tua luce è giunta, e la gloria del Signore è spuntata sopra di te! Infatti, ecco, le tenebre coprono la terra e una fitta oscurità avvolge i popoli; ma su di te sorge il Signore e la sua gloria appare su di te. Le nazioni cammineranno alla tua luce, i re allo splendore della tua aurora.

Questa parola è una parola profetica per Gerusalemme, ma credo che sia adatta anche per la situazione attuale della Chiesa. Viviamo un tempo difficile, di transizione che ci sta portando al periodo finale della storia, prima della venuta di Gesù. Abbiamo bisogno di ricevere questo incoraggiamento dal Padre. Egli non ha finito con noi!

Quanti di noi hanno bisogno di qualche incoraggiamento? Io ne ho bisogno!

Le tenebre stanno diventando sempre più profonde sulla terra, ma c’è una speranza e una responsabilità per il popolo di Dio: il Signore sta per brillare su di noi e attraverso di noi per liberare la Sua luce nel mondo, per coloro che sono alla ricerca di una via d’uscita, una risposta, una soluzione.

Questa tempo in cui stiamo entrando sarà un momento di grandi opportunità. Abbiamo l’opportunità di fare quello che non abbiamo fatto in passato: manifestare la realtà del Regno di Dio in diversi settori della vita. Ma è un momento di grande sfida!

E ‘il momento di riprendere il mandato che Gesù ci ha dato e che troviamo in

Matteo 5: 13-16

Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli

Abbiamo la grande responsabilità di essere il sale della terra e la luce del mondo, soprattutto in tempi come questi.

1. Essere il sale.

A cosa serve il sale in questo testo? Per dare gusto, sapore. Quale gusto e sapore? Il gusto e il sapore di Dio, del Suo carattere, del suo Regno.

Quando Gesù era su questa terra, la gente intorno a Lui poteva gustare il sapore del Padre in Cielo e in un certo senso il sapore del Cielo, il sapore del Regno di Dio. Possiamo anche usare il termine l’atmosfera. La Presenza di Dio era in Lui e creava un’atmosfera che non era di questo mondo.

Ciò è possibile per noi, perché Gesù dimora in noi e se manteniamo un rapporto fresco con Lui, lo Spirito Santo diffonderà il sapore del cielo a chi ci circonda.

2 Corinzi 2: 14,15 

Ma grazie siano rese a Dio, che sempre ci fa trionfare in Cristo e che per mezzo nostro spande dappertutto il profumo della sua conoscenza. Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione.

E’ il gusto, il sapore della cultura del Regno. Che cosa è la cultura. Viene dal termine coltivare. Vedi il mandato di Dio ad Adamo ed Eva in Genesi 2.

La cultura è un sistema unico che comprende conoscenze, credenze, valori, leggi, armi, utensili, arte, linguaggio, simboli e altre forme di comunicazione, costumi, modelli e relazioni di gruppo diversi, qualsiasi capacità o abitudini acquisite come membro del un certo gruppo.

La somma totale dei modi di vita costruito da un gruppo di esseri umani e trasmessa da una generazione all’altra.

E’ condivisa da tutti o quasi tutti i membri, e si trasmette da una generazione a quella successiva. Forma il nostro comportamento e le strutture della nostra percezione (visione) del mondo.

Quindi, essere sale della terra, significa manifestare e trasformare il mondo che ci circonda secondo le credenze, i valori, le leggi, i principi, la prospettiva, ecc, del Regno di Dio. Gesù disse: insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.

Il sale può essere visto anche come il gusto della vita reale. Quando Gesù era sulla terra le persone affamate potevano sentire che la vita, la vita reale usciva da Lui.

Questa è la vita dello Spirito di Dio.

Le persone sentono il bisogno di toccare la vita reale, di assaggiarla. Noi siamo quelli che dovremmo dare loro questo gusto / sapore e l’atmosfera della vita. La gente intorno a noi non è in cerca di buone parole, ma di gusto della vita. Quando questo accade, allora sono interessati a conoscere la fonte di quella vita.

Gesù condivideva questo sale con le sue parole unte:

Giovanni 6:63 Le parole che vi dico sono spirito e sono vita

Un altro pensiero sul sale è che rende le cose, le cose naturali sane, o potremmo dire le cose di questo mondo, che fanno parte della vita di questo mondo.

2 Re 2:19-22 Eliseo a Gerico. Le acque erano cattive e il terreno sterile. Poi Eliseo mise del sale alla fonte delle acque e questo è ciò che accade:

Gli abitanti della città dissero a Eliseo:«Ecco, il soggiorno in questa città è gradevole, come vede il mio signore; ma le acque sono cattive, e il paese è sterile». Egli disse:«Portatemi una scodella nuova e mettetevi del sale». Quelli gliela portarono. Egli andò alla sorgente delle acque, vi gettò il sale e disse:«Così dice il Signore:”Io rendo sane queste acque, ed esse non saranno più causa di morte né di sterilità” ». Così le acque furono rese sane e tali sono rimaste fino a oggi, secondo la parola che Eliseo aveva pronunciata.

2. Per essere la luce.

Luce del mondo. La luce ha lo scopo di esporre il buio e questo è vero, ma Gesù intendeva qualcosa di diverso. Se la luce, come la città sul monte, si vede, significa che fuori c’è buio. Se non siamo in quella città significa che abbiamo bisogno di un rifugio. La luce mostra una direzione alla gente del mondo. La Chiesa di oggi tende a nascondere al mondo, ma …

Non siamo qui sulla terra per costruire un ambiente protetto in cui vivere e giudicare ciò che sta accadendo intorno a noi, ma per diventare un punto di riferimento e portare la nostra luce in quel mondo per trasformarlo!

E ‘interessante che Gesù inizia a parlare di una città su una collina.

Una città è più che un individuo.

Si tratta di un gruppo di persone, di una società. Una città include una cultura, molti campi della vita sociale. Essa comprende le famiglie, le chiese, le imprese, il governo, l’educazione, le arti, la comunicazione (media).

Ciò significa che una città che vive nella luce sta dando un modello di vita per tutti questi domini secondo i principi ed i valori di Dio, i principi e valori del Regno.

Non riguarda solo la vita spirituale, ma come la vita spirituale può influire sulla vita di tutta una città. Si tratta di un messaggio completo. Tutto questo può essere realizzato solo attraverso la potenza soprannaturale di Dio per mezzo dello Spirito Santo. Non è solo qualcosa di umano. La vera saggezza, autorità e potenza, vengono da Dio, e Dio solo.

Essere la luce di questo mondo significa essere un punto di riferimento, un luogo dove le persone possono correre e trovare una risposta in mezzo alla confusione e disperazione che c’è là fuori, nel mondo.

Essere una città su una montagna significa che la gente può vederla e correre là per trovare non solo rifugio, ma anche risposte e soluzioni per la loro vita.

Essere una luce significa essere come un faro nella tempesta per consentire alle navi di arrivare in modo sicuro al porto. La gente scossa dalle acque tempestose di questo mondo, che diventano sempre più tempestose, stanno cercando il modo per entrare nell’ambiente tranquillo di un porto protetto.

Siamo quelli che indicano la soluzione, il vero porto che è la Casa del Padre, dove ogni tipo di risorsa è disponibile.

Questo è vero per qualsiasi aspetto della nostra vita.

3. Potenza e saggezza

Alcuni esempi tratti dalla Bibbia, oltre a Gesù, sono Giuseppe e Daniele. Erano la luce di Dio tra le nazioni pagane e hanno portato il sapore del Regno di Dio. Il loro gusto non è stato confuso dall’ambiente malvagio che li circondava.

Daniele e i suoi tre amici erano stranieri in cattività a Babilonia, portati via dalle loro famiglie, adolescenti nel palazzo e al servizio del Re. Frequentavano l’Università di Babilonia dove studiavano la stregoneria, la divinazione, e altri soggetti sordidi, e erano al top della loro classe.

Erano circondati da una cultura pagana, idolatra, ma nessuno di loro assorbì qualcosa di essa.

Come spieghiamo questo in un mondo dove cristiani e non cristiani dichiarano televisione, film, musica, pubblicità, scuole essere le influenze formative sulle menti dei giovani? Come hanno fatto Daniele e gli altri a rimanere saldi in quell’ambiente Babilonese?

La risposta è semplice e profondamente sottolineata nella Scrittura: hanno preso i loro valori con loro. Hanno continuato a valutare i valori intorno a loro in cattività con quello che era stato loro insegnato e, cosa ancora più importante, dato come modello nelle loro case. La Scrittura indica che se i bambini sono le vittime del mondo che li circonda, non ci può essere solo una spiegazione. Essi non vengono forniti a casa degli strumenti con cui valutare i messaggi provenienti a loro dal mondo, e non è stata data la fiducia che, con l’aiuto di Dio, possono conoscere e discernere la verità.

La pienezza dello Spirito nella Chiesa di oggi significa portare la saggezza e la potenza nel mondo.

Risultati immediati: distruggere l’opera del nemico.

Risultati a lungo termine: Riforma.

Due espressioni principali della cultura del Regno sono:

> Potenza

> Saggezza

Guardiamo anche alla figura di Stefano

Atti 6: 8-10

Ora Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Ma alcuni della sinagoga detta «dei Liberti», dei Cirenei, degli Alessandrini, di quelli di Cilicia e d’Asia si misero a discutere con Stefano; e non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava

Quando Daniele o Giuseppe impressionarono i re che stavano servendo con saggezza, sottolinearono che che la saggezza non era loro, ma veniva da Dio. Così quei re riconobbero che il loro Dio era il vero Dio.

Daniele 2: 27,28,30,47.

Daniele rispose al re:«Il segreto che il re domanda, né saggi, né incantatori, né magi, né astrologi possono svelarlo al re; ma c’è un Dio nel cielo che rivela i misteri, ed egli ha fatto conoscere al re Nabucodonosor quello che deve avvenire negli ultimi giorni. Ecco dunque quali erano il tuo sogno e le visioni della tua mente quando eri a letto…

Quanto a me, questo segreto mi è stato rivelato non perché la mia saggezza sia superiore a quella di tutti gli altri viventi, ma perché io possa dare l’interpretazione al re, e tu possa conoscere i pensieri del tuo cuore

Poi il re parlò a Daniele e disse:«In verità il vostro Dio è il Dio degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei segreti, poiché tu hai potuto svelare questo mistero»

Quando Pietro mostrava la potenza di Dio, come nella guarigione, dava sempre a Dio tutta la gloria. Atti 3.

Saggezza e potenza rivolgono le persone nella direzione di Dio, fonte della vera potenza e sapienza.

Abbiamo parlato di segni che puntano a Dio. Le mani di Dio che indicano il volto di Dio.

Vedete, tutta la gloria appartiene a Dio, perché non abbiamo nulla che non abbiamo ricevuto da Lui. Non c’è nulla di cui essere orgogliosi!

Quindi possiamo concludere riassumendo in questo modo:

Essere sale della terra e luce del mondo, significa essere in una posizione di allineamento con Dio nella nostra vita personale e sociale, e portare il sale e la luce nel mondo esterno in tutto i campi della vita sociale, in modo che il mondo possa essere trasformato.

In un altro modo si può dire che la riforma che abbiamo vissuto nella nostra vita diventa ora la riforma del mondo esterno. Questo è il Regno di Dio e la risposta al modello di Gesù nella preghiera di Matteo 6: 9,10.

Voglio ricordare ancora una volta Isaia 60:3

Le nazioni cammineranno alla tua luce, i re allo splendore della tua aurora.

Nel passato abbiamo pregato per i Riformatori nel Corpo di Cristo. Ora stiamo ampliando la visione: Dio ci chiama a portare riforma, secondo i valori di Dio nella società che ci circonda. Dobbiamo essere coinvolti in qualche modo. Dobbiamo sapere come possiamo essere il sale e la luce, come possiamo mostrare la saggezza e la potenza di Dio.

Siamo responsabili di fare discepoli tutti i popoli. Fare discepoli è molto più di un semplice convincere le persone ad essere salvate. E’ insegnare loro come vivere nel Regno di Dio, sotto il Suo governo e come diventare essi stessi impegnati nel mandato di Gesù in Matteo 28:18-20.

Questo mandato è per ognuno di noi che abbiamo accettato Gesù come Salvatore e Signore.

Abbiamo accettato Gesù, ma abbiamo accettato il mandato?

Otteniamo soltanto ciò che riceviamo. Sei pronto a ottenere anche il mandato, non solo il vantaggio?

Isaia 6:8

Poi udii la voce del Signore che diceva:«Chi manderò? E chi andrà per noi? » Allora io risposi:«Eccomi, manda me! »

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Exemple

Prepararsi per il risveglio

Prepararsi per il risveglio.

Atti 1: 3-5, 8,10,11

1. Stiamo consapevoli dei tempi che sono davanti a noi?

Atti 1 e 2 ci danno qualche chiave su quello che dovrebbe essere il nostro atteggiamento mentre stiamo entrando in questa nuova stagione della nostra vita in questo mondo.

Non è il momento di diventare passivi e aspettare il ritorno di Gesù, perché potremmo essere molto delusi da questo.

Siamo qui per dare a questo mondo l’ultima possibilità di conoscere e incontrare il vero Dio, Adonai, il Padre del Signore Gesù.

2. Qui vediamo i discepoli ad una transizione importante, il che è vero anche per noi.

I discepoli stanno uscendo da un tempo molto intenso di formazione con Gesù stesso. Hanno sperimentato il trauma della Sua morte sulla Croce e l’emozione della sua risurrezione. Ora Gesù li sta lasciando per andare in Cielo e loro non sanno davvero cosa fare dopo.

In quei 40 giorni dopo la Sua risurrezione, Gesù si mostrò più volte per loro.

Che cosa sta facendo ora?

Sta dando loro istruzioni per la nuova stagione della loro vita in cui stanno per entrare.

Prima di tutto, la cosa più importante è che Gesù voleva che fossero insieme e ricevere le stesse istruzioni in modo da muoversi come una squadra, come la nuova cellula vivente di quello che era la nuova Keila, Ekklesia, e che Egli ha iniziato con la Sua venuta e la Sua opera di Redenzione.

Ci rendiamo conto chiaramente della Sua intenzione di averli tutti riuniti insieme per ascoltare le sue istruzioni, quando vediamo che sta andando a recuperare due discepoli sulla via di Emmaus. Essi stavano per perdere l’appuntamento divino e così anche il loro destino. Appena riconoscono Gesù, tornano subito a Gerusalemme per stare con gli altri e incontrare Gesù e vivere quei 40 giorni chiave con Lui.

Le cose non saranno più le stesse per i 12 e per tutti i 120, da ora in poi.

Fino ad ora dipendevano su Gesù che era con loro.

Ora Egli li sta lasciando ed essi devono portare avanti la Sua missione, la missione del Padre, con un nuovo Consolatore, lo Spirito Santo. Il rapporto con Lui sarebbe stato diverso, ma non sarebbero in grado di fare nulla senza di Lui.

3. Anche noi siamo al passaggio in una nuova stagione, in cui una grande scossa sta per venire in questo mondo, ma anche un grande scossa spirituale viene nella Ekklesia per spronarla in una grande testimonianza di Dio in questi tempi difficili per il mondo .

Questa nuova stagione non può essere vissuta come abbiamo fatto fino ad ora. Qualcosa di diverso sta arrivando.

Siamo giunti alla fine delle nostre risorse umane, su cui abbiamo posto la nostra fiducia per un lungo periodo di tempo. Abbiamo bisogno di avere la potenza dall’alto in un modo nuovo, come lo fu per i discepoli.

Gesù disse ai discepoli (A: «…di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’attuazione della promessa del Padre, «la quale», egli disse, «avete udita da me…voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra»

Dovevano essere riempiti della potenza soprannaturale di Dio e sappiamo come accadde. Non fu qualcosa che accadde in silenzio e in un luogo privato nascosto.

Fu un’azione così forte che tutta la città fu agitata da quello che successi ai 120 nella stanza di sopra.

In ogni caso, ciò che Gesù disse ai discepoli può essere applicato a noi.

Per entrare nella nuova stagione dobbiamo aspettarci di essere riempiti con la potenza soprannaturale di Dio attraverso una speciale effusione dello Spirito Santo, altrimenti non saremo mai in grado di realizzare il compito che Dio ci sta affidando in questi tempi speciali.

Quello che abbiamo fatto fino ad ora è debole e del tutto umano (mi riferisco nella forza naturale) e non potremmo stare in piedi di fronte a ciò che stiamo ad affrontare d’ora in poi e nemmeno in grado di rispondere alle esigenze delle persone che ci circondano.

Abbiamo bisogno essere potenziati dall’alto con sapienza e potenza soprannaturale.

4. Un dettaglio importante in questi due capitoli degli Atti. Riguarda i 10 giorni che precedono la Pentecoste, quando Gesù non era più presente con i discepoli. Che cosa succede la quel punto?

I discepoli e tutti gli altri intorno a loro, 120 persone, si sono riuniti regolarmente pregando tutti i giorni, attendendo insieme ciò che Gesù aveva detto loro che sarebbe accaduto a loro.

Erano in unità con uno scopo comune: attendere lo Spirito Santo di venire su di loro e di potenziarli.

Mentre il giorno di Pentecoste stava per venire erano tutti di nuovo insieme e ognuno di loro ricevette la sua parte, perché erano pronti.

Ciò che li unì fu il concentrarsi tutti insieme sulla visione, l’obiettivo che Gesù aveva dato loro. Non si stavano muovendo in una routine o in un’attesa passiva, ma in modo attivo con un obiettivo chiaro davanti a loro.

Stavano facendo tutto con un unico obiettivo comune: la preghiera, mettere in ordine ogni cosa sospesa, probabilmente anche rivedere ciò che era successo e quello che Gesù aveva loro detto, solo per essere pronti per questo evento, che stava arrivando, anche se non sapevano quando e come.

Essi non perdettero il loro tempo in molte altre occupazioni, perché non volevano essere distratti. Ogni altro problema fu messo da parte in quel momento specifico per concentrarsi sull’attesa dello Spirito Santo che stava per venire. Essi fissarono le priorità giuste per quel tempo e scopo specifico.

Non potevano nemmeno immaginare quello che sarebbe accaduto e come sarebbero andate le cose da allora in poi. Non c’era testimonianza di qualsiasi altro evento simile a quello che stavano per sperimentare. E quando lo Spirito Santo discese, quello che sperimentarono non potevano neanche valutarlo sulla base delle profezie del Vecchio Testamento.

Riconobbero comunque che ciò accadde quel giorno era il compimento della parola profetica di Gioele e delle parole di Gesù. Il problema è che le manifestazioni che sperimentarono quel giorno non erano menzionate nella profezia di Gioele, ma riconobbero comunque che era esattamente quella parola che si stava realizzando.

Non possiamo nemmeno immaginare che cosa può accadere a noi.

Notiamo che tutto è successo improvvisamente! Non c’era un segno dal cielo che dicesse loro quando e come sarebbe accaduto. E accadde mentre erano insieme per celebrare la Pentecoste come le altre volte, più o meno.

Certo noi oggi abbiamo più chiavi di lettura dei fatti, anche perché abbiamo il rapporto di revival precedenti, inclusi quanto leggiamo in Atti 2 e Atti 4, e siamo in grado di farci qualche idea di ciò che posiamo aspettarci.

Dio comunque agisce secondo i tempi in cui viviamo e quindi chissà come sarà questo movimento dello Spirito e cosa produrrà in noi, tra di noi e intorno a noi. Ciò che è importante è essere pronti a riceverlo e lasciaci condurre da Lui.

Qualcuno ha descritto questo nuovo movimento dello Spirito come la grande onda che tutti i surfisti sono sempre in attesa che arrivi. Mentre aspettano la grande onda non rimangono passivi, ma si allenano con le piccole onde. Però continuano ad osservare il mare per percepire i segni della grande onda e quando la vedono arrivare si dispongono in modo da agganciarla e navigare su di essa, presi da suo movimento.

Lo stesso dovrebbe essere per noi oggi. Non dobbiamo ancora focalizzarci sul rapimento, ma su ciò che Dio vuole fare con noi, la sua Ekklesia, in questi ultimi giorni.

Non possiamo andare avanti con superficialità, ma abbiamo bisogno di una direzione chiara su chi per essere pronto per quella nomina speciale con lo Spirito Santo.

5. Come possiamo prepararci? Che cosa dobbiamo fare per essere pronti ad accogliere, ricevere e portare avanti questo movimento di Dio? Tutto nella nostra vita d’ora in poi dovrebbe essere organizzata a tal fine, in modo che nessuno possa essere colto di sorpresa e mancare il tempo Kyros.

Se non saremo pronti potremmo anche diventare i nemici di quel movimento, come è già accaduto in passato.

La cosa pericolosa nel movimento dello Spirito è lo spirito religioso. Questo spirito vuole farci fare tutto senza Dio, ma seguire piuttosto delle attività religiose che non hanno la vita in esse. Lo spirito religioso ci acceca di fronte alla vita reale di cui abbiamo bisogno.

6. In Atti 2 vediamo che c’è un fuoco unico che scende e poi  si divide in diverse fiamme che si posano su ogni persona in quella camera.

Questo è il risveglio, quando il fuoco di Dio cade su tutta la Sua casa e ogni cristiano sto di nuovo riceve la sua parte.

Il fatto che da un unico fuoco escano diverse fiamme, ci parla dell’unità che lo Spirito Santo sta cercando e che Egli vuole venire a suggellare e fortificare. Poi lo stesso unico Spirito si manifesta attraverso l’espressione di ogni singola fiamma.

Ma erano tutti uniti e in accordo per ricevere questo fuoco e diffonderlo attorno a loro.

CONCLUSIONE.

Dobbiamo chiedere a Dio di mettere chiare aspettative nel nostro cuore che siano comuni a ciascuno di noi che siamo assetati e affamati di più di Lui e darci le chiavi giuste per essere pronti a ricevere la Sua benedizione e condividerla intorno a noi.

Matteo 28: 18-20

E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo:«Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente»

 

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Restaurazione della prospettiva del Regno – 1

INSEGNAMENTO 1

 

Matteo 4:17 / Giovanni 3:3,5

Come credenti in questo tempo particolare abbiamo bisogno di rivedere la nostra visione delle cose secondo il Vangelo (=buona notizia) del Regno.

Nel corso dei secoli ci siamo allontanati da questa visione e abbiamo perso la consapevolezza di cosa significa vivere, annunciare e manifestare il Regno di Dio su questa terra.

Abbiamo bisogno, quindi, di ritornare alla prospettiva del Regno per comprendere e sperimentare la realtà del Regno e poterla passare ad altri. Non possiamo ricevere ciò che non conosciamo, di cui non abbiamo rivelazione, e quindi passarlo ad altri

La realtà del Regno è il soprannaturale di Dio, è il Regno di Cieli, che si manifesta e diventa reale nel nostro mondo naturale su questa terra attraverso l’opera dello Spirito Santo in noi. E’ l’«intrusione» del Regno di Dio nella realtà del naturale.

Le cose non possono rimanere le stesse se noi manifestiamo il Regno, come fu per  Gesù, quando camminava su questa terra. Egli portava con Sè la realtà del Regno di Dio e dovunque Egli andava la realtà del Regno invadeva l’atmosfera che lo circondava. Chi si avvicinava con fede a Lui era guarito, liberato, salvato.

La chiesa nel tempo ha costruito un tempio intorno a questa realtà, facendone una istituzione e la realtà soprannaturale del Regno si è ridotta notevolmente, fino a diventare una forma religiosa. Vedi, come esempio, le lettere di Apocalisse, Efeso (verrò e rimuoverò il tuo candelabro perché hai perso il primo amore) e poi al limite Laodicea. E’ diventato per molti un monumento di una realtà del passato. 

Noi oggi abbiamo la responsabilità di riaprire la strada al Regno affinché sia di nuovo manifestato come lo era ai tempi di Gesù e degli apostoli. (Isaia 40:3-5)

Occorre una nuova consapevolezza individuale e collettiva perché questo avvenga. Non è il compito di qualche ministero unico qua e là. Abbiamo bisogno di stabilire dei nuovi otri individuali, ma anche dei nuovi otri collettivi affinché Dio possa versare il vino nuovo del Suo Regno su di noi sulla terra in questo tempo, prima del ritorno del Re in persona. Matteo 9:16-17.

A volte ci troviamo un po’ nella stessa situazione in cui si trovò Nicodemo osservando i miracoli che Gesù faceva. Vediamo o sentiamo dire di altre chiese nel mondo che stanno vivendo le realtà del Regno e non capiamo perché noi non viviamo le stesse cose, almeno allo stesso livello che loro vivono

La risposta che Gesù diede a Nicodemo è che aveva bisogno di un’esperienza particolare per vedere il Regno e per poterci entrare e viverlo: la nuova nascita, la nascita dallo Spirito di Dio. In effetti la nuova nascita dovrebbe introdurci nella prospettiva del Regno e a vivere nel Regno stesso.

L’apostolo Paolo afferma chiaramente che in Gesù noi siamo già nel Regno di Dio: Colossesi 1:13.

Abbiamo bisogno di riscoprire di nuovo questa realtà e iniziare a vivere in essa.

Dio vuole benedire la Sua Chiesa in questo tempo ed equipaggiarla per una testimonianza forte ed efficace nel mondo, in mezzo alle tenebre in cui si trova.

Perché questo avvenga Dio ha bisogno di avere dei vasi pronti a ricevere quello che Egli vuole versarvi. In effetti come Gesù dice il vino nuovo dev’essere messo in otri nuovi altrimenti sia il vino che gli otri vanno perduti.

In Ebrei 5:11-14 /6:1 leggiamo:

Su questo argomento avremmo molte cose da dire, ma è difficile spiegarle a voi perché siete diventati lenti a comprendere. Infatti, dopo tanto tempo dovreste già essere maestri; invece avete di nuovo bisogno che vi siano insegnati i primi elementi degli oracoli di Dio; siete giunti al punto che avete bisogno di latte {e }non di cibo solido. Ora, chiunque usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è bambino; ma il cibo solido è per gli adulti; per quelli, cioè, che per via dell’uso hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male.

Perciò, lasciando l’insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno

E’ un tempo per crescere e diventare maturi in Cristo per poter affrontare i tempi in cui siamo e che stanno arrivando, in modo efficace e non solo per sopravvivere o per difenderci dalle cose che accadono intorno a noi. Paolo dice in Romani che noi siamo vincitori in tutte queste cose in Cristo. Romani 8:37-39.

In generale la Chiesa si è abituata alla sola prospettiva della Salvezza, mentre la prospettiva che Dio ha per noi è quella del Regno. La salvezza è la porta d’ingresso al Regno, non la meta finale. Proclamare il Regno significa proclamare che c’è un Re giusto e santo che ci propone un Governo secondo il Suo carattere di giustizia e santità e che è pronto ad intervenire in ogni situazione della nostra vita…se noi accettiamo di entrare nel Suo Governo.

Quando Giovanni Battista e Gesù iniziano a predicare, il loro messaggio è “Ravvedetevi perché il Regno di Dio è qui”. Ravvedersi (metanoia) significa non solo confessare il peccato, ma cambiare il nostro modo di pensare, la nostra mentalità. Il che significa che per esser pronti a vedere qualcosa di diverso abbiamo bisogno di avere una nuova prospettiva, che solo Dio ci può dare. 

In Luca 4:43 / 8:1 / 16:16 Troviamo che Gesù annunzia « la buona notizia del Regno ». Così è detto anche di Filippo in Atti 8:12 « il lieto messaggio del Regno di Dio »

Noi non portiamo il messaggio completo di Dio se non includiamo il Regno nel messaggio. Noi non siamo più abituati ad un Regno come tipo di governo. Noi siamo abituati alla democrazia. Ma quando parliamo della buona notizia del Regno noi parliamo delle buona notizia del governo di Dio: una teocrazia. Il messaggio centrale del Nuovo testamento è che Duo vuole avere il governo di tutta la razza umana. Se noi predichiamo il Vangelo e non includiamo il sottomettersi al governo (Regno) di Dio allora abbiamo perso l’essenza del tema del Vangelo stesso.

Ricevere il Vangelo, essere salvati, senza sottomettersi al governo (Regno) di Dio è ingannare se stessi. Significa perdere il pensiero e lo scopo centrale del Vangelo. Noi non possiamo dissociare la salvezza dal governo di Dio.

Per questo Gesù dice a Nicodemo che occorre nascere di nuovo, per vedere in effetti le cose dal punto di vista spirituale, di Dio, e non secondo le tradizioni e le dottrine umane, come era per i farisei, detti dottori della legge.

In quel tempo, quando Gesù è venuto, il popolo ebreo aveva perso la prospettiva del Regno, anche se si aspettavano il Messia per essere liberati dalla schiavitù di Roma. Vivevano da troppo tempo in uno stato di servitù e avevano perso la visione di Dio (un po’ come il popolo quando Mosè viene loro da parte di Dio per liberarli dalla schiavitù d’Egitto). In effetti non compresero la venuta di Gesù. Per questo Giovanni Battista predicò il ravvedimento, non solo per i peccati, ma per una nuova prospettiva che permettesse loro di ricevere il Regno, nel modo in cui il Re stava per manifestarlo, cioè un Regno interiore che si esprime attraverso di noi nel mondo in cui viviamo, su questa terra.

L’obiettivo delle meditazioni che seguiranno è dunque di aiutarci a ritornare alla prospettiva del Regno, a cambiare il nostro modo di pensare attuale in quello di Dio secondo il vangelo di Gesù Cristo.

Domande di riflessione personale davanti a Dio

Da quanto tempo sono nato di nuovo?

Da quanto tempo vivo nel Regno di Dio?

Qual è la mia comprensione del Regno di Dio?

Quanto della mia vita riflette il carattere e la potenza del Regno di Dio?

Quanto dei miei pensieri hanno bisogno di essere riallineati con quelli di Dio nella Sua Parola ed in particolare nei Vangeli?

Preghiera

Padre vengo a te riconoscendo il mio bisogno di Ravvedimento, cioè di avere la mia mente libera da ogni pensiero che è in contraddizione con il messaggio del Regno che Gesù ci ha trasmesso nei Vangeli. Mi sottometto allo Spirito Santo e alla Tua Parola affinché Tu mi guidi ad allineare i miei pensieri ai Tuoi. Venga il Tuo Regno nel mio cuore e sia fatta la Tua volontà nella mia vita come è fatta nei cieli.

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Exemple

Restaurazione della prospettiva del Regno – 2

INSEGNAMENTO 2

Luca 9:11 Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono; ed egli li accolse e parlava loro del regno di Dio, e guariva quelli che avevano bisogno di guarigione

Luca 11:20 Ma se è con il dito di Dio che io scaccio i demoni, allora il regno di Dio è giunto fino a voi

Matteo 10:7,8 Andando, predicate e dite:”Il regno dei cieli è vicino”. Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date

Siamo tutti desiderosi di vedere più guarigioni, liberazioni e resurrezioni, ma non possiamo separare queste cose dal Regno di Dio. C’è un collegamento tra di loro.

Guarigione, cacciare i demoni, risurrezione, sono la manifestazione e testimonianza del Regno di Dio. Nel Regno di Dio non c’è malattia o infermità, non ci sono demoni, non c’è morte. E ‘chiaro che quando la realtà del Regno dei Cieli è liberata essa si manifesta qui sulla terra. Così noi sperimentiamo la guarigione, liberazione e risurrezione.

Dobbiamo tornare al mandato di Gesù, che inizia con la proclamazione del Regno, se vogliamo vedere le manifestazioni, i frutti del Regno liberati e incrementati.

Soprattutto nei tempi in cui viviamo, che sono la preparazione per il ritorno del Re, dovremmo essere attivi in ​​questa proclamazione. Noi non siamo solo chiamati a predicare la salvezza, ma a proclamare che c’é un Re, l’unico legittimo Re, e che di conseguenza vi è un Regno attivo ora e che questo Re sta per  venire e stabilire il Suo Regno sulla terra. Questo Regno è eterno e l’unico modo per farne parte ed essere salvato è la nuova nascita, che implica la fede in Gesù come nostro Salvatore. Non c’è altro modo. Gesù è l’unica via.

Ma, per proclamare il Regno dobbiamo esserne consapevoli noi stessi. Dobbiamo avere la visione del del Regno e muoverci come quelli che sono già nel Regno.

Purtroppo ci siamo abituati a una religione piuttosto che al Regno.

E ‘interessante la lista che Myles Monroe fa per mettere a confronto la religione con il  Regno.

RELIGIONE VERSO REGNO

La religione preoccupa l’uomo finché non trova il Regno.

La religione è ciò che l’uomo fa finché non trova il Regno.

La religione prepara l’uomo a lasciare la terra; il Regno autorizza

l’uomo a governare la terra.

La religione si concentra su Cielo; il Regno si concentra sulla terra.

La religione vuole raggiungere Dio; il Regno è Dio che 

scende verso l’uomo.

La religione vuole sfuggire terra; il Regno impatta, influenza e 

cambia la terra.

La religione cerca di portare la terra al Cielo; il Regno intende portare 

il Cielo sulla terra.

Quindi queste meditazioni hanno lo scopo di rinnovare la nostra mente per impostare in linea con la visione del mondo del Regno.

Non è solo una questione di ottenere conoscenza di esso, ma per ottenere la rivelazione che porta alla trasformazione. 

Romani 12:2

Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà

Questo ci permette di capire bene qual è la perfetta volontà di Dio per la nostra vita e per la vita della Chiesa.

Dobbiamo passare attraverso alcune tappe di un processo che ci porti fuori da una visione limitata ad una visione del Regno.

Dobbiamo progredire dalla salvezza alla prospettiva Regno.

Possiamo vedere questo nella transizione dal Vecchio Testamento (o meglio Primo Testamento) alla venuta di Gesù:

1. Non ancora il Regno di Dio – prima di Gesù

2. Matteo 6:9,10 – La preghiera affinché il Regno venga

3. Matteo 10:1,5,7-8 – La proclamazione e la manifestazione del Regno

Quindi anche noi dobbiamo passare attraverso alcune tappe nella nostra esperienza:

1. Nessuna prospettiva del Regno

2. Pregare perché il Regno venga

3. Proclamare e manifestare il Regno

Dobbiamo passare attraverso tutte le tappe.

Possiamo sperimentare la prima tappa attraverso due fasi

1. Focalizzarsi su di sé (l’individuo)

2. Focalizzarsi sulla Chiesa

Possiamo riassumere tutto questo nell’immagine seguente:

Transizione

Il progresso è normale se ci muoviamo regolarmente da una fase all’altra. Ma questo non è ciò che accade di solito.

Normalmente siamo bloccati a livello 1. Dio ci incoraggia comunque a passare alle tappe 2 e 3.

La maggioranza delle persone nella Chiesa si ferma allo stadio a.: prospettiva egocentrica. Rimanere qui per un certo tempo è normale, perché è necessario per la crescita personale, ma poi dobbiamo muoverci allo stadio b., dove in realtà ci sono meno persone coinvolte. A livello b. l’obiettivo principale è la Chiesa.

In entrambi i casi normalmente ci si chiude in un cerchio e non ne usciamo mai. Più restiamo lì e più diventa difficile uscirne.

Questo non è il mandato che Gesù ci ha dato. Gesù ci ha dato la prospettiva del Regno.

Quindi dovremmo tutti passare dal punto 1 al punto 2 e quindi al 3. e iniziare a cambiare la nostra mentalità ed essere riformati per allinearci sempre di più con la mentalità del Regno. Ciò dovrebbe consentirci di muoverci nelle azioni del Regno.

Noi crediamo che, mentre noi cerchiamo insieme, come Corpo, di innalzare la prospettiva del Regno, Dio porterà trasformazione nel nostro essere e siccome il Regno non è una dottrina, ma una realtà, possiamo aspettarci che Dio manifesti il suo Regno in mezzo a noi e ci guarisca. Questo sarà solo il frutto del fatto che mentre noi accogliamo con favore il Regno di Dio, il Regno si manifesta di conseguenza.

Avverrà un cambiamento dell’atmosfera spirituale mentre ci muoviamo dalla vecchia prospettiva di solo salvezza alla nuova prospettiva del Regno di Dio, e della sua manifestazione qui ed ora.

Benvenuto sia il regno di Dio!

Domande di riflessione personale davanti a Dio

Qual è la mia posizione tra religione e Regno?

A quale stadio di progresso mi trovo attualmente?

Quali passi intendo fare davanti a Dio per poter progredire allo stadio successivo?

Preghiera

Padre vengo a te riconoscendo il mio bisogno di cambiamento, di progresso nella Tua conoscenza e nella rivelazione dei Tuoi piani per la mia vita e la vita della Chiesa, il Corpo di Cristo. Mi sottometto ancora una volta al Tuo Spirito Santo e alla Tua Parola affinché Tu mi guidi ad allineare i miei pensieri ai Tuoi.

Ancora una volta ti dico venga il Tuo Regno nel mio cuore e sia fatta la Tua volontà nella mia vita come è fatta nei cieli.

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